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mercoledì 3 novembre 2010

UN MOTO DI MARE FRA LE SPONDE DELLE VOSTRE ANIME

Allora Almitra di nuovo parlò e disse: che cos'è il matrimonio, maestro?
E lui rispose dicendo: voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione, e tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore: piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l'uno non sia di rifugio all'altro, poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini; le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.

martedì 15 dicembre 2009

CARPE DIEM




Divergevano due strade in un bosco
Ingiallito, e spiacente di non poterle fare

Entrambe essendo un solo, a lungo mi fermai

Una di esse finchè potevo scrutando

Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.
Poi, presi l’altra, che era buona ugualmente

E aveva forse i titoli migliori

Perché era erbosa e poco segnata sembrava;

Benchè, in fondo, il passare della gente

Le avesse davvero segnate più o meno lo stesso,
Perché nessuna in quella mattina mostrava

Sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.

Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno !

Pure, sapendo bene che strada porta a strada,

Dubitavo se mai sarei tornato.
Questa storia racconterò con un sospiro

Chissà dove tra molto tempo:

Divergevano due strade in un bosco, e io…..

Io presi la meno battuta

E di qui tutta la differenza è venuta.

sabato 12 dicembre 2009

TEMPO

La farfalla non conta gli anni , ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta.

mercoledì 14 ottobre 2009

YOU SAY YOU LOVE

You say you love; but with a voice
Chaster than a nun's, who singeth
The soft vespers to herself
While the chime-bell ringeth—
O love me truly!


You say you love; but with a smile
Cold as sunrise in September,
As you were Saint Cupid's nun,
And kept his weeks of Ember—
O love me truly!


You say you love; but then your lips
Coral tinted teach no blisses,
More than coral in the sea—
They never pout for kisses—
O love me truly!


You say you love; but then your hand
No soft squeeze for squeeze returneth;
It is, like a statue's, dead,—
While mine to passion burneth—
O love me truly!


O breathe a word or two of fire!
Smile, as if those words should burn me,
Squeeze as lovers should—O kiss
And in thy heart inurn me—
O love me truly!