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giovedì 3 febbraio 2011

LA RANA CHE FINI' COTTA SENZA ACCORGERSENE

" Immaginate una pentola piena d'acqua freddo e dentro una rana che nuota tranquillamente. Si accende il fuoco sotto alla pentola. L'acqua si riscalda pian piano. presto diventa tiepida. La rana trova la situazione piacevole e continua a nuotare. 
La temperatura comincia a salire. L'acqua è calda, un po' più calda di quanto piaccia alla rana, ma per il momento non se ne preoccupa più di tanto , soprattutto perché il calore tende a stancarla e a stordirla.
L'acqua ora è davvero calda. La rana comincia a trovarlo sgradevole ma è talmente indebolita e sopporta, si sforza di adattarsi e non fa nulla.
La temperatura dell'acqua continua a salire progressivamente, senza bruschi cambiamenti, finché la rana finisce per cuocere e morire senza essersi mai tirata fuori dalla pentola. 
Immersa di colpo in una pentola d'acqua a 50 gradi, la stessa rana salterebbe fuori con un salutare colpo di zampa. "

5 stelle su 5 a questo libretto (190 pagine) che si legge velocemente, scorrevole come una favola, ma che ti fornisce spunti di riflessioni davvero "illuminanti" nella loro semplicità.
Un libro da comodino (o da autobus!), un regalo perfetto per chiunque.

Queste le "storielle" che ci regala Clerc:
La rana nella pentola d'acqua: siamo già cotti a metà?
Il bambù cinese: la preparazione nell'oscurità
La cera e l'acqua calda: la forza della prima impressione
La farfalla e il bozzolo: l'aiuto che indebolisce e la prova che rafforza
Il campo magnetico e la limatura: modificare il visibile agendo sull'invisibile
L'uovo , il pulcino ...e l'omelette: dal guscio allo scheletro
La vipera di Quinton: ambiente esterno e forza interna

venerdì 20 agosto 2010

IL VERO GURU E' QUELLO CHE STA DENTRO DI TE

"Mi parve che tutta la mia vita fosse stata come su una giostra: fin dall'inizio mi era toccato il cavallo bianco e su quello avevo girato e dondolato a mio piacimento senza che mai - me ne resi conto allora per la prima volta - mai qualcuno fosse venuto a chiedermi se avevo il biglietto. No. Davvero il biglietto non ce l'avevo. Tutto il viaggio avevo viaggiato a ufo! Bene: ora passava il controllore , pagavo il dovuto e , se mi andava bene, magari riuscivo anche a fare....un altro giro in giostra."


Non ho mai letto Terzani. Ecco l'ho detto. 
In questo periodo avevo bisogno di un libro che mi mettesse in pace col mondo e ho seguito il consiglio del mio amico Mr L. che in questi giorni, nonostante l'infuocato rientro dalle ferie, armato di una sorprendente calma "buddhica" trascorre la pausa pranzo sulle panchine di una ridente cittadina del Nordissimo, leggendo "Un altro giro di giostra". Così ci provo anch'io. 


Terzani scrive di viaggi e di culture, ma questo è un viaggio diverso dagli altri, che parte dalla malattia, attraverso la medicina e a poco a poco si trasforma "in un viaggio interiore, in una discesa nella propria coscienza e nella propria anima".
"Un mattone", oppure "uno di quei libri new age" dite voi. E invece no. Bastano le prime pagine per capire che questa è tutta un'altra storia...

martedì 3 novembre 2009

NUTRIRE L'ENERGIA DELL'ANIMA



“Come vedi, tutti abbiamo dentro di noi gli elementi necessari per produrre fosforo (…) Mia nonna aveva una teoria molto interessante. Diceva che, benché nasciamo con una scatola di cerini dentro di noi, non possiamo accenderli da soli, abbiamo bisogno di ossigeno e dell’aiuto di una candela. Solo che in questo caso l’ossigeno deve provenire, per esempio, dal fiato della persona amata; la candela può essere un tipo qualsiasi di cibo, di musica, di amore, di parola o di suono che faccia scattare il detonatore e accendere in tal modo uno dei fiammiferi. (…) Ogni individuo deve scoprire quali sono i detonatori che lo fanno vivere, poiché è la combustione che si produce quando uno di essi si accende a nutrire di energia l’anima” 
(Laura Esquivel, “Dolce come il cioccolato”)


Magnifico il libro, molto bello il film ("Come l'acqua per il cioccolato": la sceneggiatura è della stessa autrice e la regia è di Alfonso Arau, che se non erro è suo marito). Non lasciatevelo scappare, è di una poeticità e di una sensualità unici!


giovedì 29 ottobre 2009

LA PRIMA SORSATA DI BIRRA


Deve esserci un perchè se continuo ad imbattermi in questo libro di Philippe Delerm!


"La prima sorsata di birra, le more nei boschi d'estate, le conversazioni attorno al tavolo di cucina sgranando piselli, il profumo delle mele in cantina, la voce di chi si ama che dice più di quanto dicano le parole, il rosso cupo di un bicchiere di Porto da centellinare, il lieve fruscio della dinamo contro la ruota durante una pedalata notturna... Istanti preziosi, che vanno colti nella loro immediatezza e assaporati con tranquillità."


E' una filosofia che mi appartiene profondamente. 
Forse perchè sono una di quelle persone che non butterebbe via mai niente "perchè è un ricordo di quel momento lì", figuriamoci queste piccole "madeleine" sensoriali...


Io ne avrei una lista lunghissima.


L'odore dell'erba appena tagliata (un classico, lo so)
La prima forchettata di pasta alla carbonara
Il profumo del pianoforte
Le cicale in estate
La luce del tramonto che "taglia" il bosco sopra casa
Fare colazione, lentamente, tutti insieme nella veranda in campagna
L'odore di casa quando rientri dopo una lunga giornata di lavoro
Le lucine di Natale e la prima neve (meglio: finestra circondata da lucine e fuori prima neve)


....dai dai, ditemi le vostre!