"Mi parve che tutta la mia vita fosse stata come su una giostra: fin dall'inizio mi era toccato il cavallo bianco e su quello avevo girato e dondolato a mio piacimento senza che mai - me ne resi conto allora per la prima volta - mai qualcuno fosse venuto a chiedermi se avevo il biglietto. No. Davvero il biglietto non ce l'avevo. Tutto il viaggio avevo viaggiato a ufo! Bene: ora passava il controllore , pagavo il dovuto e , se mi andava bene, magari riuscivo anche a fare....un altro giro in giostra."
Non ho mai letto Terzani. Ecco l'ho detto.
In questo periodo avevo bisogno di un libro che mi mettesse in pace col mondo e ho seguito il consiglio del mio amico Mr L. che in questi giorni, nonostante l'infuocato rientro dalle ferie, armato di una sorprendente calma "buddhica" trascorre la pausa pranzo sulle panchine di una ridente cittadina del Nordissimo, leggendo "Un altro giro di giostra". Così ci provo anch'io.
Terzani scrive di viaggi e di culture, ma questo è un viaggio diverso dagli altri, che parte dalla malattia, attraverso la medicina e a poco a poco si trasforma "in un viaggio interiore, in una discesa nella propria coscienza e nella propria anima".
"Un mattone", oppure "uno di quei libri new age" dite voi. E invece no. Bastano le prime pagine per capire che questa è tutta un'altra storia...
